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Le sale Luigi Spazzapan

La splendida Collezione dell’avvocato Eugenio Giletti, la più accurata e completa raccolta esistente delle opere di Spazzapan, documenta la carriera dell’artista nei trent’anni di vita torinese.
Introducono alla visita della collezione alcuni importanti dipinti esposti al pianoterra, tra i quali il dirompente Ritratto di Valeria del 1950, emotivamente impostato sulla dialettica tra la geometrizzazione delle forme e il violento contrasto cromatico di colori primari.

Sala 1

Dedicata ai ritratti e a agli autoritratti, la prima sala ospita anche due sculture in bronzo del 1925 che ritraggono il pittore Veno Pilon e l’ingegnere Oscar Brunner: uniche testimonianze superstiti dell’opera scultorea di Spazzapan, i due ritratti, pur esasperando al limite della satira le caratteristiche somatiche degli amici, colgono con infinito accorgimento le loro attitudini spirituali.
La fede totale di Spazzapan nella pittura “creata col puro canto del colore” (Spazzapan 1935) erompe negli autoritratti dominati dal turbinio delle pennellate, dalla densità della materia e dai vividi colori cantanti.

Sala 2

Dedicata alla vitalità del segno di Spazzapan, la seconda sala accoglie le chine e le tempere realizzate dell’artista negli anni torinesi.
I temi più diversi sono interpretati in queste grafiche con umore poetico ma anche satirico, e a volte con accenti decisamente drammatici. I soggetti sono “una serie di invenzioni fantastiche, di figure, nature morte, paesaggi: un panorama di immagini che definiscono differenti categorie umane, una trasposizione visionaria della realtà, continuamente sollecitata dalle reazioni di un temperamento appassionato e impegnato e impegnato: questo il mondo di Spazzapan, evocato da una scrittura spontanea, immediata, con un rilievo , a un tempo aggressivo e gentile, violento e romantico, e con un ritorno che s’identificava col suo stesso modo di essere […] nella vita di ogni giorno. L’illustrazione pura e semplice è superata da quella sorta di furore pittorico, che tuttavia non si risolveva nell’automatismo o nell’arabesco casuale. Spazzapan non si perdeva nel groviglio delle macchie e dei segni: dominava l’immagine, pur nella libertà totale dell’espressione grafica” (Giuseppe Marchiori 1970).

Sala 3

Un’esplosione di colore anima i temi desunti dalla vita quotidiana dell’artista a Torino: dai parchi ai caffè, dal ritratto di Ginia a quello del gatto di casa, dalle dame, cavalieri e spadaccini nati per le illustrazioni dei romanzi a puntate pubblicati dalla “Gazzetta del Popolo” alla danza degli Arlecchini bianchi creati per la decorazione del Palazzo della Moda.
Il confronto con il gusto francesizzante di derivazione impressionista e postimpressionista che faceva capo ai Sei di Torino percorre come un fremito alcuni paesaggi dell’artista: effetti di trasparenza atmosferica impressionista si accompagnano al segno rapido, guizzante, espressionista condensandosi in una vibrante tensione volta all’essenzialità della visione.

Sala 4

Il percorso espositivo si conclude con le opere dell’ultimo periodo di Luigi Spazzapan, quando l’artista si apre a una ricerca introspettiva e, rinunciando a soggetti definiti, affida le emozioni alla forza del colore.
“Lo stato d’animo di Spazzapan era euforico, benché, per vezzo, si dicesse “ormai vecchio”. Incominciava infatti il periodo dei santoni e delle composizioni geometriche, dei generali e dei cavalli: una stagione ricca di immagini, e che aggiungono nuovi elementi al già vasto repertorio figurativo e che annunciano l’ultima, la più inattesa metamorfosi degli anni 1955-1957 […]. L’immagine figurale si trasforma in macchie o nell’agglomerato di macchie, con lo stesso procedimento della memoria esercitata sulle cose. Sono i riflessi, le luci, le forme di un ambiente tanto diverso dai paesaggi autunnali piemontesi, dalle stradine della triste pianura o calate sulla città […]. L’opaca tristezza dei giorni torinesi di dilegua e il pittore vede, come sempre, al di là delle cose, ma con la certezza di un illuminato. […]La vasta e personale esperienza del pittore, la stessa cosiddetta “facilità” è ormai assorbita nell’impiego di altri mezzi e di altri procedimenti dominati dall’unità di un discorso pittorico nuovo e che si giustifica storicamente nell’ambito di una visione informale fondata su ardite e originali soluzioni stilistiche” (Giuseppe Marchiori 1970).



 


 


 
                     
galleria regionale d'arte contemporanea luigi spazzapan
palazzo torriani - via marziano ciotti 51 - gradisca d'isonzo go
t. +39 0481 960816
galleria.spazzapan@gmail.com
www.galleriaspazzapan.it
orari
sabato-domenica 10-13 14-19
mercoledì-giovedì-venerdì 15-19
lunedì-martedì chiuso
ingresso: € 3,°° ridotto: € 2,°°
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