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Incontri in margine alla mostra "Liliana Cossovel Sincerely yours"

dal 20 gennaio 2012 al 21 febbraio 2012

La Venezia dal secondo dopoguerra agli inizi degli anni ottanta è l’ambito culturale in cui Liliana Cossovel (Gorizia 1924 – Venezia 1984) maturò le sue scelte espressive e linguistiche.
Sarà questo contesto dinamico, caratterizzato dall’apertura internazionale, dalla vivacità dei dibattiti e dall’intreccio dei contatti, il filo conduttore di una serie di cinque incontri volti a mettere a fuoco l’originalità della poetica di un’artista che seppe cogliere e sperimentare con spirito innovatore le tensioni ideali più vive del proprio tempo. Le conferenze saranno tenute da esperti e docenti d’arte contemporanea e del secondo Novecento.


Venerdì 20 gennaio 2012, ore 16.30

Nico Stringa - Docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Ca’ Foscari, Venezia.

1 - Il Fronte Nuovo delle Arti, tra Venezia, Roma e Milano (1946-1950)

Nella Venezia del secondo dopoguerra nasce, coinvolgendo Roma e Milano, uno dei
più importanti movimenti di neoavanguardia sorti in Italia.
Coordinati da Giuseppe Marchiori, artisti come Pizzinato, Vedova, Birolli, Guttuso, Morlotti, Viani scrivono una pagina nuova nelle vicende tormentate dell'arte di quel momento vivacissimo. L'ambiente veneziano dove si forma anche Liliana Cossovel, diventa così uno dei centri propulsori dell'arte moderna italiana.


Venerdì 27 gennaio 2012, ore 16.30

Stefania Portinari - Ricercatore Universitario, Dipartimento Studi Umanistici, Ca’ Foscari, Venezia.

2 - Lo Spazialismo a Venezia

Una sera di novembre del 1951 alla galleria del Naviglio di Milano alla presenza di Lucio Fontana, “iniziatore e fondatore del Movimento Spaziale nel Mondo”, un gruppo di artisti intenzionati a rappresentare energia e materia firma il Manifesto dell’Arte Spaziale: tra di loro vi sono Anton Giulio Ambrosini, Mario Deluigi, Virgilio Guidi, Berto Morucchio e Vinicio Vianello, cui si avvicineranno Tancredi, Bacci, De Toffoli, Gino Morandis.
Dal ruolo di Carlo Cardazzo e della Galleria del Cavallino di Venezia alle figure di Bruna Gasparini e Luciano Gaspari, dal dibattito sullo spazio-luce veneziano all’intuizione di trasmettere nuove forme d’arte attraverso la televisione, la conversazione delinea le loro visioni alla scoperta di “spazi ancora ignoti nel cosmo”.


Venerdì 10 febbraio, ore 16.30

Stefania Portinari

3 - Venezia: la situazione artistica negli anni '60

Pop art contro arte informale, arte povera e figurativa, paesaggi fotografati e nuvole di gommapiuma, fantasia e protesta, la “biennale poliziotta” del 1968 con artisti che al vernissage ribaltano i quadri e tafferugli in piazza San Marco: la difficile ma interessante situazione degli anni sessanta a Venezia, tra ricerca del nuovo e legame con la tradizione, vista anche attraverso il ruolo delle donne artiste nel sistema dell’arte, con confronti con il milieu artistico del Friuli Venezia Giulia.


Venerdì 17 febbraio, ore 16.30

Nico Stringa

4 - Liliana Cossovel, dagli esordi alle neoavanguardie

Dalle Cupole e altane, dove la suggestione della veduta veneziana si sottrae ad ogni intento descrittivo, Liliana Cossovel compie un percorso ventennale nell’ambito dell’arte informale.
Tra gli anni settanta e ottanta, la pittrice goriziana, pervenuta alla piena maturità espressiva, porta a compimento Sincerely yours, il suo ciclo più rappresentativo e originale, dove la pittura si fa scrittura e viceversa per proclamare con gioiosa ironia la presa di possesso degli anni ottanta.


Martedì 21 febbraio 2016, ore 16.30

Luca Massimo Barbero - Studioso d’arte moderna e contemporanea, già presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e direttore del MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, è curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

5 – Idee spaziali. Alla ricerca di Vinicio Vianello

Vinicio Vianello (Venezia 1923-1999), innovatore e sperimentatore di più linguaggi di ricerca, vede nello Spazialismo un movimento dove il suo spirito di innovazione trova uno spazio collettivo. Dalla pittura al design, per cui vince un Premio Compasso d’Oro, Vianello è un artista poliedrico: formatosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, nel 1949 sposa Liliana Cossovel e, nel secondo dopoguerra, entra in contatto con il gruppo degli
Spazialisti.
Con Lucio Fontana condivide l’interesse per la sperimentazione di ogni tipo di materiale funzionale alla nascite di nuove forme di espressione artistica. La sua opera, nata più che da un artista da una vera centrale creativa, è riapparsa
all’occhio della critica solo alla fine degli anni ottanta, e specificatamente, nell’ambito della riscoperta dello Spazialismo.




 


 


 
                     
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